Vulcani, Solfatara

La Solfatara di Pozzuoli è senz’altro il più interessante vulcano dei Campi Flegrei, un comprensorio a nord di Napoli costituito da circa 40 antichi vulcani. Nei suoi dintorni vi sono luoghi storici di particolarissimo interesse quali l’ Anfiteatro Flavio, l’Acropoli di Cuma, le Terme di Baia, il Tempio di Serapide.  

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La fangaia:

E’ costituita da acque di origine piovana e acqua di condensazione dei vapori, che si mescolano con il materiale di tipo argilloso presente alla superficie del cratere. La composizione dei gas che fuoriescono dalla fangaia è molto varia (H2S, N2O, H2O, CH4, He, C); la composizione del liquido è altrettanto ricca (Boro, Sodio, Magnesio, Vanadio, Arsenico, Zinco, Iodio, Antimonio, Rubidio e altri); il fango così prodottosi naturalmente è ottimo per usi termali. La composizione chimica dei gas indica una presumibile origine dei vapori a poche centinaia di metri sotto il suolo della Solfatara, ad una temperatura fra i 170° ed i 250° C. Le scure striature sulla superficie del fango sono costituite da colonie di batteri resistenti a condizioni estreme di acidità e temperatura, che sono considerati di grande interesse scientifico.
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Grande fumarola:

E’il nome della principale fumarola della Solfatara con temperatura del vapore acqueo di circa 160° C. Nell’interno di tale bocca si condensano alcuni sali contenuti nel vapore tra cui il realgar (As S), il cinabro (Hg S) e l’orpimento (As2 S3) che danno una colorazione giallo rossiccia alle rocce circostanti; è inoltre presente l’acido solfridrico (H2S), dal caratteristico odore di uova putride.La zona della Bocca Grande era denominata dagli antichi “Forum Vulcani” ovvero la Dimora del Dio del Fuoco. Agli inizi del ‘900 fu qui edificato, per il vulcanologo tedesco Friedländer, un piccolo Osservatorio Vulcanologico, di cui restano alcune rovine, che crollò sia per effetto dei periodici movimenti tellurici collegati al Bradisismo Flegreo sia per l’apertura di una fumarola.

Il pozzo dell’acqua minerale:

Nell’alto medioevo erano attive nei Campi Flegrei almeno 40 sorgenti termali tra cui quella della Solfatara; alcune di esse risultano già conosciute in Età Classica. Le acque termali della Solfatara erano ritenute curative dei nervi, della vista, delle febbri, delle malattie della pelle e della sterilità. Il pozzo attualmente visibile venne costruito nei primi anni del ‘800 per estrarre allume dall’acqua emunta dalla sottostante falda a circa 10 metri di profondità.Il prof. Sebastiano de Luca, noto chimico dell’Università di Napoli, compì intorno al 1870 numerose indagini scientifiche su tali acque che risultarono ricche di allume, ossidi dello zolfo, solfati di calcio, magnesio e altre sostanze. L’acqua della Solfatara possiede un caratteristico ed aspro sapore di limone. L’acqua minerale venne successivamente utilizzata per riprendere l’antica attività termale che proseguì fino agli anni ‘20.La profondità della falda acquifera che alimenta il pozzo è variabile nel tempo e si ipotizza una sua relazione con le fasi bradisismiche.La storia dei Campi Flegrei è attraversata periodicamente da fasi di Bradisismo positivo (innalzamento del suolo) e negativo (abbassamento del suolo); tali lenti movimenti hanno fatto variare il livello sul mare della città di Pozzuoli di alcuni metri nel corso dei secoli.
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