Palazzo Reale

La splendida costruzione fu innalzata a partire dal 1600 per una delle capitali più grandi e popolose dell'impero spagnolo. Il palazzo, abitato prima dai viceré spagnoli, dagli austriaci, dai Borbone ed infine dai Savoia, è stato centro e immagine del potere, nonché snodo delle vicende storiche di Napoli e del Mezzogiorno per quasi quattro secoli.

Moltissime sono le Sale visitabili, ricche di pitture, affreschi, statue, arazzi e mobili d’epoca; questo ne è l’elenco senza soffermarci sulle meraviglie che possiamo ammirare: Sala Diplomatica- Saletta Neoclassica- Fasti di Alfonso il Magnanimo- Sala del Trono- Salone degli Ambasciatori- Sala di Maria Cristina di Savoia- Sala del Gran Capitano- Sala dei Fiamminghi- Studio del Re- Sala del Seicento Napoletano- Sala della Pittura di Paesaggio- Sala di Luca Giordano- Sala della Pittura del Seicento- Sala della Pittura Emiliana- Sala delle Nature Morte- Sala Neoclassica- Salone d’Ercole- Sala XXIII- Sala di Don Chisciotte- Sala della Pittura di Paesaggio Napoletana dell’Ottocento- Affreschi di D.A. Vaccaro- Sala delle Guardie del corpo- Cappella Reale.
I Giardini Reali sorgono in un’area che è stata sempre tenuta verde dai reali regnanti a Napoli a partire della fondazione di Castelnuovo con gli Angioini, alla fine del XIII secolo. In epoca vicereale il giardino fu sistemato a parco con viali, statue e “giardini segreti”. I grandi lavori di ampliamento e di restauro condotti alla metà dell’Ottocento interessarono anche i giardini dove furono insediate gran numero di piante, magnolie, lecci, piante rare di grande varietà e cromatismo. Il giardino ebbe un nuovo disegno romantico “all’inglese” con aiuole e vialetti sinuosi alla ricerca di inedite vedute sul golfo, il Vesuvio e la collina di San Martino e divenne ambita meta dei viaggiatori a Napoli nell’Ottocento. Il giardino fu cinto in quegli anni da una magnifica cancellata di ferro con lance a punta dorata, su cui si apre, proprio di fronte a Castelnuovo, un ingresso delimitato da statue in ferro di Palafrenieri (conosciute come “Cavalli di bronzo”) dono dello zar Nicola I a Ferdinando II.
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