Isole, Capri

Dalla Punta Campanella l'isola dista dal continente solo 5 km. Consta di due comuni Capri ed Anacapri; scarsa e irrilevante la rete stradale, l'isola è stata giustamente pedonalizzata a salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico. La massima elevazione si riscontra sul Monte Solaro (589 m.), raggiungibile in seggiovia da Anacapri o per mulattiera.

capri_faraglioniDalla Punta Campanella l’isola dista dal continente solo 5 km. Consta di due comuni Capri ed Anacapri; scarsa e irrilevante la rete stradale, l’isola è stata giustamente pedonalizzata a salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico. La massima elevazione si riscontra sul Monte Solaro (589 m.), raggiungibile in seggiovia da Anacapri o per mulattiera.
La vegetazione è tipicamente mediterranea, spiccano il mirto, l’oleandro, il corbezzolo, il ginepro, il lentisco, il cactus e l’agave; si coltivano agrumi, olivo e vite. La fauna è composta principalmente da gabbiani, una menzione particolare merita la rara lucertola azzurra e il bue marino o foca monaca, specie ormai in via di estinzione. Elemento singolare è la mancanza di sorgenti per cui l’isola fu dotata di cisterne di raccolta per l’acqua piovana sin dall’epoca romana. Oggi si provvede con un moderno impianto di desalinizzazione. La principale risorsa economica di Capri è il turismo che si è andato sviluppando su scala industriale fin dalla fine del secolo scorso. Oltre ai richiami storico-paesaggistici-letterari, Capri offre al turista un’invidiabile struttura balneare che la pone ai primi posti nella graduatoria delle più ricercate stazioni balneari e climatiche.
 
Storia:
Delle isole del golfo partenopeo, Capri è la sola a non avere origini che si riallacciano alla pressoché generale natura vulcanica dei luoghi. Conosciuta e abitata fin dal Paleolitico al tempo di massima attività dei vulcani flegrei, Capri costituiva un blocco unico con la penisola sorrentina dalla quale andò progressivamente staccandosi in successive epoche geologiche sotto la spinta di fenomeni riconducibili all’orogenesi tettonica. Emergente da abissali profondità marine, l’isola rivela la sua natura calcarea nelle ripide e scoscese pareti dolomitiche di inconfondibile bellezza e nelle numerose cavità naturali (grotte) che la rendono celebre in tutto il mondo unitamente alle suggestive cuspidi dei Faraglioni che le fanno da appendice nella parte sud-orientale.
L’instabilità del suolo caprese sul livello medio del mare, denota la lenta ma continua inesorabile attività bradisismica che nel corso dei secoli ha sensibilmente abbassato il livello della celebre grotta azzurra e del Bagno di Tiberio. Controversa è la questione etimologica ; Caprea o isola delle pietre aspre per Strabone, fu definita Capreae da Varrone per il suo originale profilo nonché per la fauna predominante costituita appunto da capre selvatiche; altri trovano quantomeno impropria quest’ultima soluzione alla quale oppongono la denominazione di capros, cinghiale. Etimologia a parte è certa la presenza di greci sull’isola anche se è difficile individuarne una datazione precisa. Nel 29 a.C. l’isola fu visitata dall’imperatore Augusto che la rilevò dai napoletani cedendogli in cambio la non lontana Ischia. Ma la fama romana dell’isola è indissolubilmente legata all’emblematica figura del successore di Augusto, Tiberio il quale si stabilì a Capri durante gli ultimi dieci anni del suo regno intorno al 26 a.C., reggendo da quel capri_piazzettaluogo le sorti dell’impero. Alla sua residenza nell’isola sono attribuibili numerosi toponimi esistenti tutt’oggi. Del mitico imperatore, circondato nella cultura popolare da un alone di mistero e di terrore, restano gli avanzi di almeno tre delle dodici ville che si ritiene edificate sotto il suo regno. La più celebre “Villa Jovis” domina dall’alto del Capo l’intero Golfo di Napoli. Resti di un’altra villa sono osservabili a Damecuta ed infine si trovano avanzi dell’epoca imperiale presso le Case Palazzo a Mare ove esisteva l’antico bagno di Tiberio. Dopo la scomparsa di Tiberio, Capri si avvia verso un lento ma continuo decadimento seguendo di volta in volta le vicende di Napoli o delle principali dinastie regnanti, soggetta alle incursioni barbariche e piratesche e ai periodici, ricorrenti, sconquassi tellurici che pare abbiano contribuito non poco a disgregare le vestigia del passato. Longobardi e Normanni si avvicendarono sulle sue coste che videro in epoche successive il susseguirsi di Aragonesi , Angioini e Spagnoli. Nel XVII secolo la popolazione fu decimata da una pestilenza cui fece seguito l’instaurarsi del dominio Borbonico; successivamente Capri fu al centro di accesissime dispute tra Inglesi e Francesi che se ne contesero aspramente il possesso per l’importante posizione strategica. Dagli inizi del secolo scorso fino ad arrivare ai giorni nostri Capri divenne un luogo ambito e ricercato da letterati delle più disparate origini che, nei silenzi dell’isola tirrenica trassero lo spunto per opere di grande rilevanza letteraria; è il caso del medico e scrittore svedese Axel Munthe e di tanti altri celebrati nomi della letteratura mondiale come Ada Negri, Massimo Gorki, Curzio Malaparte.
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