Ercolano

Il comune di Ercolano, denominato Resìna fino al 1969, dista dal capoluogo campano 15 chilometri ed è famoso per gli scavi archeologici della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Gli scavi dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco con quelli vicini di Pompei.

ercolano_colonneGli scavi archeologici

Nel 62 d.C. la città fu gravemente danneggiata da un terremoto insieme a Pompei ed altri centri campani, ma il sisma si rivelò solo un’anticipazione della più grave tragedia che colpì il centro nel 79 d.C. Quell’anno infatti, secondo una lettera di Plinio il Giovane il giorno 24 agosto, una violenta eruzione del Vesuvio distrusse le città contigue: mentre su Pompei si scagliarono lapilli e ceneri, su Ercolano si abbatté una grandissima massa di fango, cenere, materiali eruttivi che mescolati all’acqua piovana solidificandosi creò un banco tufaceo compatto di 15-20 m. Questa coltre durissima ha reso possibile la perfetta conservazione di materiali deperibili come legno, papiri, tessuti e cibo: più che a Pompei, a Ercolano è possibile vedere le parti superiori delle abitazioni ed avere delle testimonianze ancora più vive della vita privata degli antichi abitanti della cittadina. Una delle più importanti abitazioni rinvenute è certamente la Villa dei Papiri, sontuosa residenza di un romano colto e facoltoso (si ritiene possa essere stato Lucius Calpurnius Piso Caesoninus, suocero di Giulio Cesare e console nel 58 a.C. oppure Appio Claudio Pulcro, cognato di Lucullo e console nel 38 a.C.) ricca di straordinari reperti come, tra gli altri, le statue esposte ora al Museo Archeologico di Napoli, papiri (1826 soprattutto di testi greci) da cui il nome della villa e un prezioso trono in legno e avorio ritrovato recentemente. Gran parte della villa è tutt’ora sommersa così come buona parte degli scavi di Ercolano, ancora in corso da un lato per la cronica mancanza di fondi, dall’altro proprio per le difficoltà causate dalla durezza del banco tufaceo.ercolano_colonnato
Sulla città distrutta se ne edificò una nuova, di minore importanza e col tempo dimentica delle sue origini. L’oblio terminò nel XVIII secolo quando, per la costruzione di un pozzo, ci s’imbatté in un antico edificio: da lì cominciarono gli scavi dell’antica città che portarono i migliori risultati nel 1927 con Amedeo Maiuri.

0 I like it
0 I don't like it

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.