Ercolano

Il comune di Ercolano, denominato Resìna fino al 1969, dista dal capoluogo campano 15 chilometri ed è famoso per gli scavi archeologici della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Gli scavi dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco con quelli vicini di Pompei.

Il comune di Ercolano, denominato Resìna fino al 1969, dista dal capoluogo campano 15 chilometri ed è famoso per gli scavi archeologici della città distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Gli scavi dal 1997 fanno parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco con quelli vicini di Pompei.

ercolano_vedutaOrigini tra storia e realtà

Come si evince già dall’etimologia del nome, Ercolano affonda le sue radici nel mito di Ercole, derivazione romana del greco Eracle, e delle sue dodici fatiche da compiere. Il passaggio di Ercole nella zona campana avviene al termine della decima fatica quando, dopo aver ucciso il mostro Gerione e avergli rubato il bestiame, il demone Caco gli ruba una parte della mandria di buoi. L’astuto demone per far perdere le tracce dei bovini all’eroe, li trascina per la coda in modo che le orme siano rivolte nella direzione opposta. Ercole stava per rinunciare alla sua ricerca, quando il lamento di un bue lo attira verso una caverna in cui è nascosta la mandria. Nonostante la caverna sia chiusa dall’interno da un grosso masso, Ercole riesce a penetrarvi, a uccidere il demone e rimpossessarsi del bestiame. Sul luogo in cui il bestiame era stato nascosto, Ercole decide di fondare una cittadina e dargli il suo nome.
Al di là delle origini mitiche, è ormai esclusa una fondazione greca di Ercolano; ipotesi poco attendibili precedenti alla dominazione romana ci vengono da Strabone che la vuole città osca, poi conquistata da Etruschi, Pelasgi e Sanniti. All’epoca dell’eruzione Ercolano era un centro residenziale, al contrario della vicina Pompei che era una cittadina commerciale, luogo preferito dai romani colti e benestanti e protetto da importanti uomini politici come ci testimonia la celebre Villa dei Papiri. Ebbe particolare protezione da Marco Nonio Balbo, proconsole di Vespasiano per la provincia romana che comprendeva Creta e la Cirenaica.
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