Costiera, Vico Equense

Il territorio di Vico è il più vasto della penisola sorrentina, poiché oltre la città vera e propria comprende diversi altri centri abitati i così detti “Casali”. L’insieme del territorio è compreso fra le due città di Castellammare e Sorrento, in un arco che partendo dallo Scrajo si addentra all’ interno, comprendendo il Monte Faito, ed allungandosi fino sui monti di Positano, scende fino al mare comprendendo alcuni pezzi di spiaggia, gira sul crinale di Sorrento fino alla punta di Scutolo.

vico_equenseIl territorio di Vico è il più vasto della penisola sorrentina, poiché oltre la città vera e propria comprende diversi altri centri abitati i così detti “Casali”. L’insieme del territorio è compreso fra le due città di Castellammare e Sorrento, in un arco che partendo dallo Scrajo si addentra all’ interno, comprendendo il Monte Faito, ed allungandosi fino sui monti di Positano, scende fino al mare comprendendo alcuni pezzi di spiaggia, gira sul crinale di Sorrento fino alla punta di Scutolo.
La zona ha un orografia molto complessa, dominata dalla grande mole del Faito, detto anche monte Sant’Angelo, e articolata da numerose piccole alture ricoperte da una rigogliosa vegetazione, collegate da crinali, che in alcuni punti sprofondano in strette valli sedi di antichi torrenti ormai asciutti, e divisa idealmente dal vallone del Rivo d’Arco. Questo vasto territorio, è disseminato da numerosi casali i quali si formarono in una età molto antica, quando i mari cominciarono ad essere infestati dai pirati saraceni e le città costiere venivano flagellate da sanguinose incursioni. Essi sorsero come nuclei familiari che si ritirarono all’interno della regione, spesso su piccole alture dove ritenevano essere al sicuro, e dove le condizioni di vita erano rese possibili dalla presenza di qualche sorgente o di qualche pozzo d’acqua. Solo sul Faito non si creò alcun centro abitato, in quanto nell’antichità i monti incutevano timore poiché si credevano popolati da folletti e da streghe, e quindi veniva utilizzato come pascolo e la sua cima fu sede di Santi eremiti.
Dapprima i casali erano messi in comunicazione fra di loro da un intricata rete stradale, non certo rotabile e che si suddivideva su vari fronti. Oggi essi sono collegati da un’unica strada chiamata via Raffaele Bosco che si può imboccare sia da Seiano che dal centro di Vico, che si snoda per le alture, con ampie e bellissime visuali, e che si dirama lungo il suo percorso verso località panoramiche come i Camaldoli, S. Francesco, S. Maria del Castello.
Questi centri oggi come allora vivono di una economia di tipo agricolo e di produzione di latticini, e solo il Faito si differenzia dagli altri per la sua vocazione prevalentemente turistica.
L’architettura è semplice e spontanea, non vi sono grandi palazzi o vistosi monumenti, eppure tutta la zona è piena di piccoli tesori artistici. Percorrere la strada dei casali è un esperienza molto interessante, ed insolita, il turista in genere conosce solo la strada costiera che mette in comunicazione Castellammare con Sorrento e difficilmente si addentra per questi luoghi perdendo quello che è la vera essenza di questa terra dove il tempo sembra essersi fermato.
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